MELFI FESTEGGIA IL SUO AMATO PATRONO SANT’ALESSANDRO! ECCO LA VERA STORIA DEL MISTERIOSO MARTIRE

Melfi e la vera storia del Patrono Sant’Alessandro Martire

Ricorre oggi, Martedí 9 Febbraio 2021, la festività del patrono di Melfi, Sant’Alessandro.

È patrono della città dal 1626 e la storia della sua elezione ha dell’inverosimile.

Forse non tutti sanno che fino al 1620 la città era protetta da ben 3 Santi diversi:

  • San Bartolomeo – predicatore del cristianesimo in India – al quale è affidata la conversione dei nuovi e feroci conquistatori delle terre meridionali: i Normanni. Qualche secolo dopo anche la protezione del Convento delle Clarisse. Era protettore e guaritore delle malattie della pelle, molto diffuse nel Medioevo.
  • San Martino di Tours, il cui culto è l’espressione della religiosità delle genti franche, è stato diffuso nel Mezzogiorno dai Normanni prima e dagli Angioini dopo.
  • San Tommaso d’Aquino, la cui devozione era viva nel paese sin dagli inizi del XIV secolo, lega il Santo alla grande presenza di strutture scolastiche.

I tre Santi con le loro ricorrenze – San Bartolomeo 24 Agosto, San Martino 11 Novembre e San Tommaso il 7 Marzo -coprono l’arco temporale dell’intero anno.

Inoltre, con le Chiese e le cappelle a loro dedicate, avvolgono la città in un mantello spirituale di sicurezza e protezione.

La presenza contemporanea di più patroni fa si che vi sia una molteplicità di culti tributati e di feste da rispettare.

In questa situazione di “pluralità”, nel 1626, precisamente il 22 Maggio, il Vescovo Mons.Deodato Scaglia per solennizzare l’ingresso nella sua nuova diocesi (Melfi), decise di traslare dalle catacombe di San Callisto a Roma il corpo di Sant’Alessandro Martire e le reliquie di altri 35 Santi per farne dono alla città federiciana.

Il Vescovo, portando a Melfi il corpo del Santo, mise in pratica le decisioni del Concilio di Trento.

L’invocazione e intercessione dei Santi era infatti un aspetto essenziale del culto cattolico.

Contemporaneamente, il Vescovo, onora la diocesi di una prestigiosa e santa reliquia.

Possedere una reliquia, fonte di guarigioni inspiegabili ed improvvise, era un richiamo sicuro per tanti pellegrini, tanto da essere uno degli aspetti fondamentali della spiritualità medievale.

Tutte le Chiese non potendo avere un ricordo di Cristo orientavano la loro ricerca verso le reliquie dei Santi, la cui custodia si trasformò presto in maggior peso ed importanza del santuario o del paese che le possedevano.

Nel caso di Sant’Alessandro non vi è una biografia specifica riguardo la sua storia.

Ecco perché a Melfi il Patrono Sant’Alessandro ha una storia che si confonde nel corso dei secoli.

É solo grazie alla “Legenda Aurea” di Jacopo de Varazze che scopriamo l’esistenza di due santi con lo stesso nome.

Le loro gesta sono riportate insieme a quelle di altri soggetti degni di santità.

Come si spiega allora l’accomunamento di Sant’Alessandro di Bergamo e Sant’Alessandro di Melfi?

In quel periodo – 1626 – a Melfi viveva una folta e potente collettività bergamasca.

Si identificò quindi il martire estratto dalle catacombe con quello più famoso di Bergamo – soldato della leggendaria Legione Tebea (nella quale militò insieme a San Maurizio).

Sant’Alessandro il legionario fu eletto “protettore degli uomini” perché egli per primo si rifiutò di perseguitare altri cristiani come lui.

Tornato in Italia, scampò alla morte diverse volte fino al giorno del suo martirio avvenuto nella città bergamasca il 26 Agosto del 306 d.c.

Coincidenza e sorte vogliono che Mons.Scaglia tragga fuori dalle catacombe di San Callisto proprio il corpo di un martire che portava lo stesso identico nome del legionario.

Tale coincidenza e sorte proseguono anche dopo, quando si decise di nominare un nuovo unico patrono che sostituisse i tre precedenti.

Come racconta Araneo, nelle sue “Nozioni storiche della città di Melfi nell’antico reame di Napoli”:

“Furono posti in un’urna una moltitudine di schede coi nomi di vari Santi per cavarne a sorte il nome di colui, che il Signore Iddio destinato avrebbe alla tutela della città: e ne uscì quello di Santo Alessandro martire.

Ciò non piacque perchè di questo santo non se ne conosceva la vita e le gesta, per cui la scheda fu di nuovo gettata nell’urna che agitata, nell’estrarne un’altra scheda, con sorpresa si osservò essere la stessa di S. Alessandro.

Fu ripetuta quest’operazione una terza volta e lo stesso nome si osservò segnato; per cui si vide chiaramente che il Signore Iddio questo Santo designato aveva per protettore di Melfi, per cui fu prescelto.

Ed in verità sempre si è osservata la particolare protezione, che ha mostrata per la città e per coloro che l’invocavano”

E, a questo punto, se i lombardi vedevano il Santo come un cavaliere portatore di un vessillo, i melfitani si attaccarono alla figura del guerriero appiedato che regge in mano a volte il vessillo e a volte la palma.

La solennità del nuovo patrono è fissata al 9 Febbraio, giorno del ritrovamento del corpo nelle catacombe romane.

Fonte Prof. Enzo Navazio 

Ad oggi i resti delle sue reliquie sono conservate in un mezzobusto, sovrastato da una moltitudine d’oro e d’argento, circondato da schiere di Angeli e Santi.

Questo é il luogo dove giace Sant’Alessandro, protettore degli uomini e patrono della città di Melfi!

Auguri a coloro i quali festeggiano oggi il proprio onomastico.

Melfi patrono sant'Alessandro cattedrale
Mezzobusto con palma e vessillo

Melfi patrono sant'Alessandro
Mezzobusto con reliquie

Melfi patrono sant'Alessandro
Mezzobusto nella teca al centro della cappella dedicata al Santo

Melfi patrono sant'Alessandro cattedrale
Cappella di Sant’Alessandro

 Melfi patrono sant'Alessandro cattedrale altare
Particolare superiore dell’altare di Sant’Alessandro – A Dio Ottimo Massimo. A Sant’Alessandro Martire perché custodisca la città. I sette Decurioni di Melfi fecero voto. Anno del Signore 1748

Melfi patrono sant'Alessandro
Trionfo di San Pietro e Sant’Alessandro Martire – Ultimo dei 4 scomparti che formano la Volta del Coro, Olio su tavola di Andrea Miglionico

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Martirio di Sant’Alessandro – Navata Laterale Sinistra, Olio su Tela di Pittore Ignoto

Martirio di Sant’Alessandro – Altare di Sant’Alessandro, Tela ad olio di Paolo de Matteis

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