Lun. Feb 9th, 2026

Sant’Alessandro Patrono di Melfi: storia, tradizione e devozione

Sant’Alessandro Patrono di Melfi: storia, fede e tradizione

Ci sono figure che non appartengono solo alla storia, ma all’anima di una città. Sant’Alessandro, patrono di Melfi, è una di queste: presenza discreta ma profondamente radicata nella memoria collettiva, simbolo di fede, identità e tradizione.

La sua devozione attraversa i secoli e continua ancora oggi a vivere nelle celebrazioni, nelle immagini sacre, nei racconti tramandati e nei momenti di condivisione che uniscono la comunità.

Due Sant’Alessandro: una distinzione storica importante

Spesso si pensa che il Sant’Alessandro venerato a Melfi coincida con quello di Bergamo, ma si tratta di due figure diverse.

Sant’Alessandro di Bergamo è tradizionalmente identificato con un martire dei primi secoli cristiani, legato alla Legione Tebea e venerato soprattutto nel Nord Italia. Il patrono di Melfi, invece, è collegato alle reliquie trasferite nel Seicento dalle catacombe romane e alla devozione sviluppatasi successivamente nella diocesi.

Due percorsi storici distinti, ma accomunati dal valore della testimonianza cristiana.

L’arrivo delle reliquie a Melfi

Nel 1626 il vescovo Deodato Scaglia, per celebrare il suo ingresso nella diocesi, fece giungere a Melfi alcune reliquie provenienti dalle catacombe di Roma. Tra queste, quelle attribuite a Sant’Alessandro.

La tradizione racconta che la scelta del patrono avvenne in modo sorprendente: il nome del santo venne estratto più volte consecutivamente, episodio interpretato come un segno provvidenziale.

Da allora Sant’Alessandro è patrono ufficiale della città, celebrato ogni anno il 9 Febbraio, data profondamente sentita dalla comunità.

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Tradizione, identità e appartenenza

La festa patronale non è solo un evento religioso. È un momento in cui storia, fede e identità cittadina si incontrano.

Le celebrazioni, le processioni, i simboli sacri e la partecipazione collettiva raccontano una devozione viva, capace di attraversare generazioni e rafforzare il senso di comunità.

Il reliquiario del santo, custodito con grande cura, rappresenta uno dei segni più forti di questo legame.

Un simbolo ancora attuale

La figura di Sant’Alessandro continua a trasmettere valori universali: coerenza, spiritualità, forza interiore e senso di appartenenza.

Per Melfi non è soltanto un santo patrono, ma una presenza che accompagna la storia della città, mantenendo vivo un patrimonio culturale e spirituale che continua a emozionare.

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Il significato della devozione oggi

Le celebrazioni solenni si terranno presso la 𝗕𝗮𝘀𝗶𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗲𝗱𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗔𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗮, dove è anche esposta l’effige sacra.

A rendere ancora più speciale questa ricorrenza sarà la presenza di Sua Eccellenza 𝗠𝗼𝗻𝘀. 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗶𝗻𝘂𝗿𝗼, 𝗩𝗶𝗰𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗔𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗜𝘀𝘁𝗮𝗻𝗯𝘂𝗹 𝗲 𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗔𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶. Il suo cammino pastorale, segnato dall’esperienza missionaria in Turchia e dal costante impegno nel dialogo tra popoli e religioni, porterà a Melfi un messaggio di apertura, speranza e comunione.

La sua visita segnerà anche l’inizio delle celebrazioni per i 𝟵𝟱𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗲𝗱𝗿𝗮𝗹𝗲. Un anniversario che si intreccia con un altro ricordo importante: i 𝟰𝟬𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼.⠀⠀⠀

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