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A Melfi quasi 900 anni fa il Concilio che vide nascere il Regno di Sicilia …

Il Concilio di Melfi e la nascita del Regno di Sicilia

Melfi, Capitale dei Normanni e culla dell’Imperatore Federico II di Svevia, tra il 1059 e il 1137 fu sede di ben sei concili papali.

Solo cinque furono riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa.

Il 5 Novembre del 1130 l’antipapa Anacleto II tenne il Concilio che che istituì il Regno di Sicilia.

Seppur importante dal punto di vista degli effetti, non segue la numerazione degli altri concili organizzati nella città normanna perché indetto da un Antipapa.

Ma come si arrivò al Concilio del Novembre 1130?

Per parlarne bisogna tornare indietro di qualche mese, quando ci fu l’elezione al soglio pontificio di Innocenzo II.

Innocenzo ottenne il riconoscimento ufficiale della propria elezione ma non fu mai acclamato Papa dalla folla che gli preferì invece Anacleto II.

Grazie allo scambio di favori, Anacleto riuscì a guadagnarsi l’appoggio di Ruggero II.

Cercando anche il supporto dell’Imperatore Lotario, Anacleto scomunicò il rivale di questi nell’aspirare al titolo imperiale, Corrado di Hohenstaufen, inimicandosi così la fazione che lo appoggiava.

Lotario tuttavia non si lasciò influenzare.

Nell’ottobre del 1130 indisse a Würzburg un sinodo di 16 vescovi tedeschi.

Al termine si pronunciarono a favore di Innocenzo.

Nel Novembre del 1130 Anacleto decise allora di indire il Concilio di Melfi.

Il Concilio portò all’istituzione per la prima volta del titolo di Re di Sicilia.

Fu una mossa molto importante considerato che in quel periodo mancava un potere centrale nel sud dell’Italia ed appariva in crisi il ducato normanno.

Anacleto elevò i possedimenti della casata degli Altavilla da ducato a regno e assegnó la corona, a Ruggero II d’Altavilla.

Il Concilio di Melfi e la nascita del Regno di Sicilia

L’antipapa riconobbe e confermò a Ruggero anche i titoli, già concessi, di Duca di Calabria e di Puglia e di Principe di Capua.

La vita politica di Anacleto si trovò quindi legata a doppio filo a quella di Ruggero.

Insieme i due si videro costretti a fronteggiare le “spedizioni punitive” imperiali di Lotario.

Papa Innocenzo giunse a Roma e incoronò formalmente l’Imperatore Lotario il 4 Giugno 1133.

Questo momento segnò il punto di massimo declino dell’antipapa Anacleto.

Ruggero riuscì rapidamente a ripristinare il controllo su Roma e sul suo territorio.

Ma era ormai chiaro che Anacleto non poteva ottenere il riconoscimento delle maggiori potenze europee né dei più importanti ordini monastici.

Lo stesso Ruggero II, ottenuta e consolidata la corona, non aveva particolari motivi per metterla a repentaglio continuando ad appoggiare Anacleto.

Si tentò la conciliazione diplomatica e nel 1137 venne convocato un incontro a Salerno.

L’esito fu inconcludente.

Il legittimo Papa Innocenzo e l’Imperatore Lotario, concentrarono nel Maggio 1137 le proprie armate nei pressi del castello di Lagopesole.

Assediarono Melfi e costrinsero Ruggero d’Altavilla alla fuga, riuscendo a conquistare la città il 29 Giugno.

Il Pontefice legittimo, indisse il V° Concilio di Melfi nel Castello del Vulture dello stesso anno.

I Padri conciliari decisero la deposizione definitiva dell’antipapa Anacleto II.

Innocenzo volle dimostrare al rivale la sua supremazia con la deposizione solenne nel Castello di Melfi.

Stesso luogo e stesso strumento (un concilio) dove Anacleto aveva istituito un titolo di Sovrano e lo aveva concesso alla casata Altavilla.

Il 4 Luglio Innocenzo II delegittimò Ruggero II di Sicilia, in favore di Rainulfo di Alife, della Casata Drengot, nuovo Duca di Puglia.

Il Concilio di Melfi per il Regno di Sicilia con l'Antipapa
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