Ven. Mag 20th, 2022

Santa Lucia e i falò: una tradizione che ha origine più di …

Falò di Santa Lucia la tradizione nel mondo e a Melfi

Molte sono le città legate a Santa Lucia dove, durante la serata odierna, si accendono i famosi falò a simboleggiare il fuoco nel quale si tentò di bruciare viva la Santa durante la persecuzione di Diocleziano a Siracusa.

Lucia di Siracusa, era una giovane di nobile famiglia cristiana. Orfana di padre dall’età di cinque anni e promessa in sposa a un pagano, sin da tenera età aveva fatto segreto voto di verginità a Cristo.

Sua madre, Eutychia, da anni ammalata di emorragie, spendeva ingenti somme per curarsi, ma nulla le giovava. Allora Lucia ed Eutychia si recarono pellegrine al sepolcro di sant’Agata, martire a Catania nel 251 d.C., pregandola di intercedere per la guarigione. Giunte lì il 5 febbraio dell’anno 301, Lucia si assopì durante la preghiera e vide in visione la santa catanese circondata da schiere angeliche dirle:

Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana. E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa

Constatata l’avvenuta guarigione della madre, mentre facevano ritorno a Siracusa, Lucia esternò la sua ferma decisione di consacrare la sua verginità a Cristo, e di donare il suo patrimonio ai poveri. Per i successivi tre anni, ella visse dunque a servizio di infermi, bisognosi e vedove della città.

Il pretendente, vedendo la desiderata Lucia privarsi di tutti gli averi ed essendo stato rifiutato da quest’ultima, volle vendicarsi denunciandola come cristiana. Erano infatti in vigore i decreti della persecuzione dei cristiani emanati dall’imperatore Diocleziano.

Le fu imposto di fare sacrifici agli dèi pagani, ma ella non arretrò nella fede, e proclamava con ispirazione divina i passi delle sacre Scritture. Lucia rispose: “Il corpo si contamina solo se l’anima acconsente”.

Accusata di stregoneria, Lucia allora fu cosparsa di olio, posta su legna e torturata col fuoco, ma le fiamme non la toccarono.

Infine la pugnalarono alla gola, nell’anno 304, all’età di 21 anni. Morì solo dopo aver ricevuto la Comunione e profetizzato la caduta di Diocleziano e la pace per la Chiesa.

È considerata dai devoti la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini e viene spesso invocata contro le malattie degli occhi. È considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che soffrono di problemi legati a quest’ultima.

La figura di Santa Lucia diviene nel corso dei secoli una promessa di luce sia materiale che spirituale, per questo l’iconografia raffigura la Santa con simboli specifici e al tempo stesso connotativi: gli occhi, che Lucia tiene in mano (o su un piatto), si accompagnano sovente alla palma o alla lampada.

La tradizione dei falò di Santa Lucia a Melfi

Anche a Melfi, culla dell’Imperatore Federico II (che proprio nella giornata odierna moriva a Castel Fiorentino), è forte la devozione per Santa Lucia.

La chiesa dedicata alla santa protettrice della vista, sorge tra abitazioni e non ha un fabbricato a sè.

Si ignora l’epoca della sua edificazione ma si ritiene che sia una delle più antiche della città.

Da antiche tradizioni si ritiene che l’entrata non fosse quella attuale bensì dalla parte posteriore della chiesa, oggi costituita dalla casa canonica.

Questo si può facilmente desumere da un portale semi-interrato posto alla parte laterale destra.

Nell’entrata della chiesa, nella parte destra, vi è un portale attraverso il quale i monaci che gestivano la chiesa accedevano al loro piccolo convento.

La chiesa, prima dei numerosi terremoti che si sono susseguiti nell’arco dei tempi, era molto più grande.

Ha subito una decadenza continua fino al subentro del sacerdote Don Michele Amendola, il quale ha provveduto dal 1970 in poi a lavori di rifacimento del pavimento, muri e delle due campane (oltre a munirla di banchi per i fedeli).

Come da consuetudine, a partire dall’esterno della Chiesa di Santa Lucia e per tutta la città, si accendono i vari falò.

Secondo la tradizione cristiana, tale persecuzione, non ebbe nessuna riuscita perché Dio rese quel fuoco sacro proteggendola ed evitando di farle del male.

Per questo stesso motivo, ogni anno, proprio oggi (nella ricorrenza della morte della Santa) tutti i cristiani accendono il fuoco sacro della speranza.

La tradizione dei falò di Santa Lucia a Melfi

Ecco le foto dei falò di questa sera organizzati presso la Chiesa di Santa Lucia, vicino il Museo Civico Donadoni e presso Largo Pagniello.

Falò di Santa Lucia la tradizione a Melfi basilicata fuochi di santa lucia siracusa sicilia

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Chiesa di Santa Lucia, Melfi

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Presso “Chiesa di Santa Lucia”

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Falò di Vico Rispoli – Organizzato da “Archeoclub Melfi”

Falò di Santa Lucia la tradizione a Melfi basilicata fuochi di santa lucia siracusa sicilia

Falò di Largo Pagniello – Organizzato da “CSI Melfi”

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